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Una storia che ha segnato il mondo del camperismo, che ha trasformato l’artigianalità in

design, che ha aperto la strada all’internalizzazione ed ha anticipato il futuro del mercato,

questa è la storia di Mobilvetta.

Abbiamo ideato il V-Concept volendo evidenziare tutti gli elementi che da sempre distinguono il marchio Mobilvetta. Artigianalità, design, stile ed eleganza uniti sotto l’emblema della distintiva V di Mobilvetta.

Il V Concept si ritrova nel design dei pensili in continuità con i cielini tipici dei moderni Yacht, nei braccioli del V-Sofa e nelle alzatine dei Top cucina e bagno.

Alluminio-Rubinetteria
Rubinetteria in alluminio realizzata su disegno che libera lo spazio sottostante per una maggiore libertà di movimento

Alluminio-Struttura interna pensili
Il profilo in alluminio all’interno dell’anta conferisce
maggiore stabilità a tutta la struttura

Light Stone
Piano integrato modellato in una superficie continua, grazie
alla tecnologia di stampaggio monoblocco

Acciaio Inox
Piano cottura in acciaio Inox, durevole nel tempo e
altamente resistente alle corrosioni

Pelle
Lusso raffinato da vedere e toccare. Imbottitura in poliuretano espanso ad alta densità con rivestimento in vera pelle italiana.
(K-Yacht Tekno Design)

Tessuto
Tessuti ad esclusivo disegno Mobilvetta, fibre nobili e naturali.
(K-Yacht Tekno Line – Kea)

 // KYACHT TEKNODESIGN

// KEA

// KYACHT TEKNOLINE

// KSILVER I

// LA ZONA NOTTE

MAGGIORE COMFORT
DURANTE IL SONNO
TRATTAMENTO ANTI-ACARO
SFODERABILE
LAVABILE

// LA ZONA BAGNO

Comode mensole portaoggetti in acciaio
Illuminazione totalmente a Led
Arredamento bagno completo
Luminosità garantita da una grande finestra con opzione privacy

// PROGETTATO PER

VIVERE IN PIENO

COMFORT I TUOI INVERNI

PAVIMENTO RISCALDATO

Pavimento riscaldato con l’uso di cavi scaldanti autoregolanti. *
Per un calore diffuso su tutta la superficie calpestabile (OPT).

(*) Con pellicola riscaldante su K-Yacht Tekno Design

CP PLUS
Unità di comando centralizzata per la stufa Combi. Funzione boost per un rapido riscaldamento dell’acqua calda e dell‘ambiente. Funzioni dotate di temporizzatore programmabile.

WINTER PACK
Serbatoio di acque rivestito con materiale coibentante di 20 mm e dotato di resistenza antigelo (KEAP, KEA M, K-Yacht Tekno Line).

IL PARABREZZA
Parabrezza doppia funzione: sbrinatore in inverno e protezione dal calore solare in estate (OPT Motorhome).

PROTEZIONE PARABREZZA
E CRUSCOTTO
Maggiore isolamento del parabrezza contro Il freddo/caldo. Maggiore protezione contro le correnti di aria fredda all’interno dell’abitacolo (OPT).

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Vetroresina

2

Vetroresina

3

Telaio in resina composita

4

Polistirene estruso

LA STRUTTURA DELLA PARETE E DEL TETTO

Telaio portante completamente esente da legno. Profilati a disegno esclusivo in resine composite  termoindurenti ad alta resistenza; vetroresina esterna ed interna. Totale impermeabilità, totale isolamento grazie all’assenza di ponti termici generati dal legno; realizzato con estruso ad alto coefficiente termico di isolamento.
Realizzato tramite un processo industriale con elevata precisione, che assicura uno standard qualitativo continuo, di ottimo livello.

  • Facile riparabilità
  • Resistenza

LA STRUTTURA DEL PAVIMENTO

Telaio portante (strutturale) completamente esente da legno, nuova concezione in resine plastiche altamente strutturali.
Sottoscocca in vetroresina accoppiata a PVC antiscivolo altamente resistente all’abrasione.
Più leggero, più resistente meccanicamente rispetto a pannelli tradizionali in legno.
La struttura realizzata in materiale plastico contribuisce all’isolamento totale eliminando i ponti termici creati dal legno.
Riparabilità più semplice grazie all’utilizzo di tecnologie sempre più vicine al settore auto.
Assemblato al telaio con l’ausilio di materiali fonoassorbenti per migliore confort acustico.

  • Leggerezza
  • Isolamento acustico
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PVC antiscivolo e resistente all’abrasione

2

Polistirene estruso

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Telaio in resina
composita

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Vetroresina
pigmentata

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1

STRUTTURA-01
LA RACCORDATURA TETTO/PARETE
Con rinforzo profili in alluminio, coibentazione e raggio da 160 mm, conferisce un forte irrobustimento alla cellula, maggiore impermeabilità e massima stabilità.
Previsto solo per KEA P e K-Yacht Tekno Line.

2

STRUTTURA-02
LA STRUTTURA TETTO
Lo spessore del  tetto è 33 mm. Totale assenza di legno. Superficie interna ed esterna in vetroresina,all’interno resine plastiche altamente strutturali. Totale impermeabilità all’acqua, totale isolamento acustico, alto coefficiente di isolamento termico emassima stabilità.

3

STRUTTURA-03
LA STRUTTURA DELLA PARETE
Totale assenza di legno
Superficie interna ed esterna in vetroresina, all’interno resine plastiche altamente strutturali.
Totale impermeabilità all’acqua, totale isolamento acustico, alto coefficiente di isolamento termico
e massima stabilità.

4

STRUTTURA-04LA STRUTTURA DEL PAVIMENTO
Totale  assenza di legno.  Parte inferiore e superiore in vetroresina. Telaio portante di nuova concezione, con resine plastiche altamente strutturali. Più resistente, più leggero e più impermeabile all’acqua.  Alto coefficiente di isolamento termico.

5

STRUTTURA-05LE FINESTRE CELLULA
Finestre isolanti, telaio PU privo di ponti termici, isolamento perfetto. Profili finestre neri. Oscuranti regolabili in tutte le posizioni.  Apertura finestra con braccetti che permettono di decidere l’apertura più adeguata.

6

STRUTTURA-06I PORTELLONI
Incassati a filo superficie nella fiancata conferiscono al veicolo  un’assoluta planarità ed eleganza.
Il rivestimento del portellone garage è totalmente in vetroresina.

 // LO STIVAGGIO MOBILVETTA

1
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1

Gavone con piano di carico e filo senze gradino.
Garage illuminato.

2

Funzionale vano portaoggetti

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Telaio AL-KO con doppio pavimento passante
K-Yacht Tekno Design.

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1

Gavone con piano di carico e filo senze gradino.
Garage illuminato

2

Nel piano pavimento sono previsti pratici vani
portaoggetti e bottiglie.

3

Funzionale vano portaoggetti

4

Telaio AL-KO con doppio pavimento passante
K-Yacht Teknoline.

5

Botola di stivaggio posteriore

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1

Gavone con piano di carico e filo senze gradino.
Garage illuminato

2

Ampi cassetti stivaggio

3

Funzionale vano portaoggetti

4

Nel piano pavimento sono previsti pratici vani
portaoggetti e bottiglie

5

Stivaggio nella panca laterale.

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1

Gavone con piano di carico e filo senze gradino.
Garage illuminato

2

Nel piano pavimento sono previsti pratici vani
portaoggetti e bottiglie.

3

Funzionale vano portaoggetti

4

Botola di stivaggio posteriore

5

Bandelle in alluminio apribili con gavone.

// LA SICUREZZA AL PRIMO POSTO

// Test drive Circuito
Vairano di Vidigulfo

I veicoli ricreazionali non sono automobili e, proprio per questo, per condurli in sicurezza bisogna saperecome reagiscono nelle condizioni d’emergenza. Per questo Mobilvetta ha organizzato il primo corso di guida sicura per camperisti.

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  4. per necessità di monitoraggio dell’andamento delle relazioni con gli interessati (per migliorare tali relazioni);
  5. per l’invio di informazioni ed offerte promozionali e commerciali, per attività di profilazione a fini di marketing;
  6. per richiesta di informazioni a fini statistici e per il miglioramento del prodotto e dei servizi in senso lato;
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I dati personali raccolti potranno essere comunicati:

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  3. a terzi, direttamente o indirettamente, per la richiesta di informazioni a fini statistici e per l’invio di informazioni commerciali e promozionali inerenti i servizi offerti dalle Società del Gruppo Trigano.
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In particolare potrà esercitare il diritto di:

  • chiedere la conferma dell’esistenza o meno di propri dati personali;
  • ottenere le indicazioni circa le finalità del trattamento, le categorie dei dati personali, i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati e, quando possibile, il periodo di conservazione;
  • ottenere la rettifica e la cancellazione dei dati;
  • ottenere la limitazione del trattamento;
  • ottenere la portabilità dei dati, ossia riceverli da un titolare del trattamento, in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, e trasmetterli ad un altro titolare del trattamento senza impedimenti;
  • opporsi al trattamento in qualsiasi momento ed anche nel caso di trattamento per finalità di marketing diretto;
  • opporsi ad un processo decisionale automatizzato relativo alle persone fisiche, compresa la profilazione;
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CARTA ETICA DEL GRUPPO TRIGANO

PREMESSA DEL PRESIDENTE DEL COMITATO DI DIREZIONE

Ci rivolgiamo a tutti voi, collaboratori e partner di Trigano, per presentarvi la nostra Carta Etica. Negli ultimi anni, Trigano ha conosciuto uno sviluppo importante ed è ormai un protagonista assoluto nel suo settore in Europa. A questo proposito, ci sembra necessario riaffermare i nostri valori in termini di etica professionale. Questi valori riguardano tutte e tutti noi, direzione generale, quadri, dipendenti, operai e partner, perché è solamente grazie all’adesione a questi valori che potremo, tutti insieme, continuare a far vivere e crescere la nostra impresa. Tutti i membri del Comitato di Direzione e del Consiglio di Sorveglianza hanno ovviamente sottoscritto questo approccio e si uniscono a me per ringraziarvi anticipatamente dell’attenzione che vorrete accordare alla nostra Carta Etica e del rispetto degli atteggiamenti da essa implicati.
François Feuillet

PREAMBOLO
Sin dalla sua creazione, più di ottanta anni fà, Trigano ha sviluppato attività relative al settore ricreativo. “Costruttore di libertà”, Trigano è un’impresa che rispetta tutte le persone che utilizzano i suoi prodotti, tutte quelle che li producono, ma anche l’ambiente e il contesto socioeconomico nel quale evolve.
Trigano è oggi una delle imprese maggiori nel suo settore, grazie alle sue numerose filiali in Francia e all’estero, con un organico di più di 8 000 collaboratori; e in quanto tale deve posizionarsi al miglior livello in tutti i campi.
Quale che sia il luogo nel quale esercita la sua attività, tramite l’insieme dei suoi effettivi, Trigano desidera promuovere e rispettare un’etica chiara e rigorosa. I valori descritti in quanto segue, la loro applicazione, l’adesione di tutte e tutti noi a tali valori e il loro rispetto senza riserve fanno parte delle condizioni essenziali per assicurare la perennità, la notorietà e la prosperità di Trigano.
La descrizione e l’affermazione di questi valori sono l’oggetto di questa Carta Etica.
Così come è responsabilità della Direzione Generale di Trigano indicare le regole di condotta e di azione che devono prevalere in seno all’impresa, è responsabilità di ognuno applicare, far conoscere e verificare la corretta applicazione di queste disposizioni, qualunque sia il suo livello di responsabilità, e, nel caso in cui delle violazioni di questa Carta Etica dovessero prodursi, di rimediarvi direttamente o di avvisare il proprio responsabile gerarchico.
Questa Carta Etica non si prefigge l’obiettivo di prevedere e regolare tutte le eventualità. In effetti, i Regolamenti Interni propri ad ogni entità, il Codice di Condotta che tratta della lotta contro la corruzione, recentemente distribuito e applicabile all’insieme del Gruppo, e, eventualmente, le procedure specifiche applicabili, precisano già numerosi punti di

applicazione e le eventuali sanzioni in caso di trasgressione. Tutti questi documenti sono ampiamente diffusi e disponibili sul sito Internet di Trigano (www.trigano.fr).
La Direzione Generale tiene in modo particolare al fatto che l’insieme del personale dell’impresa sia formato e valutato nel rispetto delle disposizioni descritte qui di seguito, relative al contesto nel quale Trigano evolve: umano, normativo, economico, sociale e ambientale.

RISPETTO DEI COLLABORATORI Quali sono le regole?
Un’impresa può funzionare solamente nel mutuo rispetto e con l’accettazione delle differenze esistenti tra le persone. Si tratta di una condizione essenziale per la coesione e la prosperità dell’impresa.
A tale proposito, Trigano s’impegna a non praticare alcuna discriminazione, sia per le assunzioni, sia durante tutta la durata del contratto di lavoro, sulla base di criteri di nazionalità, sesso, razza, religione, handicap, opinioni politiche o sindacali. L’impiego di personale in situazione illegale è rigorosamente vietato.
Trigano vieta in modo assoluto l’impiego di bambini di meno di sedici anni, sia in seno all’impresa, sia da parte dei suoi subappaltanti e fornitori, i quali dovranno impegnarsi per iscritto a rispettare tale divieto.
Che cosa implica tutto ciò?
L’impresa s’impegna ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare la sicurezza, l’igiene e la salute dei propri collaboratori sul luogo di lavoro e, più in generale, per garantire condizioni lavorative conformi alle leggi e normative in vigore.
In particolare, Trigano presterà un’attenzione particolare al buon comportamento di ciascuno, al fine di evitare ogni tipo di molestia psicologica e sessuale nei confronti del suo personale. Ogni azione contraria a tali principi sarà sanzionata.
L’impresa garantisce la protezione dei dati personali dei propri dipendenti.
Le promozioni potranno avvenire solamente sulla base delle qualità professionali della persona interessata.
Da parte sua, il personale s’impegna a non praticare alcun proselitismo politico, religioso o culturale all’interno dell’impresa.
I dipendenti stranieri legalmente impiegati in entità che si trovano fuori dal loro paese di origine dovranno essere retribuiti come il personale locale e dovranno disporre di diritti sociali identici, salvo disposizioni autorizzate dalle convenzioni internazionali.

Maggiori dettagli
I contratti di lavoro dovranno essere concretizzati, nei limiti del possibile, da un documento sottoscritto da ambo le parti prima dell’entrata in servizio del dipendente interessato, qualunque sia la durata del suo contratto.
La procedura Trigano “Spese di missione e ricevimento” determina le condizioni di trasferta (treno, aereo, veicolo personale o di funzione, hotel, ristorante, spese varie) applicabili alle missioni e ai viaggi eseguiti per esigenze aziendali. I dipendenti s’impegnano a rispettare scrupolosamente tali disposizioni.
I membri del personale devono evitare qualsiasi situazione di conflitto tra i propri interessi personali e quelli dell’impresa che li impiega o delle altre società filiali o concorrenti di Trigano. In particolare, sono vietate, in assenza di un’autorizzazione scritta del responsabile gerarchico, tutte le assunzioni di interessi presso i partner di Trigano (siano essi clienti, subappaltanti, fornitori, o operatori di servizi). Nel caso in cui tale situazione sia preesistente all’assunzione di un dipendente, quest’ultimo dovrà avvisarne la persona incaricata da Trigano per la sua assunzione, la quale ne informerà allora a sua volta il proprio responsabile.
È consigliato ai dipendenti di non rifornirsi a titolo privato presso i fornitori che intrattengono un rapporto commerciale con Trigano nel caso in cui le condizioni di vendita proposte siano sensibilmente più interessanti rispetto alle condizioni di mercato. In tal caso, è necessario informarne il proprio responsabile, il quale prenderà in considerazione l’eventuale carattere generale o no delle condizioni proposte al collaboratore (consentito all’insieme del personale).

RISPETTO DELLE LEGGI E DELLE NORMATIVE Definizioni
Come ogni altra impresa, Trigano e le sue filiali sono assoggettate ad un insieme di leggi e normative che regolano la loro attività.
Le leggi e normative applicabili a Trigano e alle società affiliate sono quelle del paese nel quale si trova la loro sede sociale, oppure quelle del paese nel quale è esercitata la loro attività o persino, in alcuni casi, quelle di un paese terzo (per esempio, la legge francese di lotta contro la corruzione comporta alcune disposizioni extraterritoriali).
Quali sono le regole?
Ogni impresa ha il dovere di rispettare, e far rispettare dal proprio personale, le leggi e normative applicabili.
Il non rispetto di tale dovere può comportare delle sanzioni per il personale e per la reputazione dell’impresa.

In particolare, le disposizioni relative alla lotta contro qualsiasi forma di corruzione, che sono oggetto del Codice di Condotta diffuso, in particolar modo, grazie ai Regolamenti Interni, devono essere ricordate almeno succintamente:
La corruzione è un comportamento con il quale una persona che agisce nell’ambito delle sue funzioni sollecita, propone, richiede o accetta, direttamente o tramite degli intermediari, delle offerte, dei doni, dei regali, dei vantaggi o delle promesse, nella prospettiva di compiere, ritardare od omettere di compiere un atto facente parte, in modo diretto o indiretto, dell’esercizio delle sue funzioni, al fine di ottenere o conservare un vantaggio commerciale o finanziario, o di influenzare una decisione.
Sono così considerati come fatti rilevanti della corruzione, senza che tale lista possa essere considerata come esauriente:
• tangenti: vantaggi indebiti, di natura pecuniaria, versati in cambio di un favore o un servizio ingiustificato;
• commissioni ingiustificate versate a degli intermediari (senza contropartita o in modo sproporzionato);
• regali di ogni natura (viaggi, divertimenti, inviti, ecc.), offerti o ricevuti, che eccedono gli importi definiti dalla Direzione Generale di Trigano e la cui importanza potrebbe influire sull’indipendenza del rapporto professionale;
• doni versati a partiti politici o enti caritativi;
• pagamenti di agevolazione versati a qualsiasi tipo di amministrazione (pagamenti ufficiosi al fine di facilitare o accelerare delle formalità o delle decisioni);
• mecenatismo, sponsoring, patrocinio o partecipazione a eventi senza alcun rapporto con l’attività dell’impresa e non previamente autorizzati dalla Direzione Generale di Trigano;
• conflitti di interesse tra un dipendente dell’impresa e un terzo con il quale il suddetto dipendente avrebbe un interesse comune, diretto o indiretto, non dichiarato, conosciuto o autorizzato dal datore di lavoro;
• traffico d’influenze illecite: il fatto, per una persona depositaria dell’autorità pubblica, di farsi remunerare per la sua funzione o la sua influenza, reale o supposta, per intervenire su una decisione;
• più generalmente, qualsiasi versamento, gratifica o ricompensa di ogni ordine il cui carattere occulto è inappropriato, proibito o contrario all’interesse generale dell’impresa.
Ogni collaboratore che si troverà di fronte a una situazione comportante una forma di corruzione dovrà obbligatoriamente riferirne al proprio responsabile o anche direttamente alla Direzione Generale della filiale o, eventualmente, a quella di Trigano.
Maggiori dettagli
L’impresa ha adottato una procedura per permettere a ogni persona di buona fede venuta a conoscenza di un fatto di corruzione di lanciare un’allerta in modo confidenziale. La procedura è spiegata e dettagliata in un documento messo alla disposizione di tutti.

Le leggi e normative applicabili in termini di corruzione possono variare in funzione dei paesi di esercizio dell’attività; possono anche essere informali, ma è utile sapere che la Francia, paese dove si trova la sede sociale di Trigano, può sanzionare l’impresa per un fatto di corruzione constatato in una delle sue filiali straniere. Per questo motivo, oltre all’etica morale che rende riprovevoli tali pratiche, Trigano attira l’attenzione di tutti i suoi collaboratori sull’assoluta necessità di conservare un atteggiamento professionale irreprensibile.

RISPETTO DEI PARTNER Definizione
I partner di Trigano sono i suoi clienti, subappaltanti, fornitori e prestatori di servizi, ma anche i suoi concorrenti.
Quali sono le regole?
L’impresa evolve in un sistema economico concorrenziale regolato da leggi commerciali e usi propri alla professione.
La regola generale è che tutti i partner devono essere trattati in modo equo, rispettando e facendo rispettare le disposizioni previste dai suddetti usi e leggi.
La fiducia reciproca nei rapporti commerciali è un pegno importante per il buon funzionamento dell’economia e, quindi, per lo sviluppo e la stabilità dell’impresa.
Che cosa implica tutto ciò?
L’impresa non deve utilizzare mezzi sleali per produrre e sviluppare la propria attività e deve poter verificare che i suoi partner rispettino le stesse regole.
Dei questionari potranno essere inviati ad alcune categorie di partner per assicurarsi delle buone pratiche degli stessi e del loro impegno ad esigere la stessa etica da parte dei loro partner.
Nei confronti dei propri concorrenti, Trigano si aspetta lo stesso rispetto che l’impresa ha per loro.
RISPETTO DELL’IMPRESA E DEL SUO PATRIMONIO Quali sono le regole?
L’impresa mette a disposizione dei propri collaboratori uno strumento di lavoro che dev’essere conservato in buono stato per assicurare l’impiego, l’attività, la perennità e la prosperità dell’azienda.

Tale strumento di lavoro è composto da beni fisici (edifici, uffici, macchine, materiali, forniture, ecc.) e da beni immateriali (brevetti, competenze, software, dati di ogni natura). Si tratta anche della reputazione e dell’immagine che ogni persona dà dell’impresa per la quale lavora.
Che cosa implica tutto ciò?
Ogni collaboratore deve utilizzare e provvedere alla manutenzione degli strumenti messi a sua disposizione per l’espletamento dei propri compiti nel miglior modo possibile e conformemente alle istruzioni ricevute. Sarà necessario informare la persona giusta di qualsiasi incidente che rischierebbe di danneggiare i suddetti strumenti.
Ogni collaboratore potrà inoltre segnalare le azioni che ritiene più utili per migliorare la qualità, le condizioni di lavoro, la sicurezza o la produttività.
Maggiori dettagli
I collaboratori possono in alcuni casi detenere informazioni che appartengono all’impresa e che sono riservate. Tali informazioni possono essere di diversa natura: progetti in corso, sviluppo di nuovi modelli, procedure di fabbricazione, dati industriali, informazioni finanziarie, commerciali o contabili e qualsiasi altro elemento la cui divulgazione potrebbe essere pregiudizievole per l’impresa.
È quindi compito di ogni collaboratore diffondere tali informazioni unicamente nel rispetto delle autorizzazioni che gli sono state concesse dal suo responsabile gerarchico o in mancanza di autorizzazione, di astenersene.
Tale regola di riservatezza vale anche per le conversazioni private e, a tale proposito, è utile precisare che la diffusione d’informazioni, oltre al pregiudizio che potrebbe causare all’impresa e alla sua reputazione, può avere delle conseguenze in materia di illeciti civili o penali nell’ambito dei reati di insider trading o di frode.
Lo stesso vale per i propositi denigratori, la diffusione di false informazioni o gli appelli al boicottaggio.
Alcune informazioni permangono rigorosamente riservate anche dopo la fine del contratto di lavoro.

RISPETTO DELL’AMBIENTE Le regole e la posta in gioco
La prossimità con la natura è una motivazione importante, per non dire essenziale, degli utilizzatori dei prodotti Trigano. L’impresa e i suoi dipendenti devono quindi rispettare questa motivazione legata allo sviluppo sostenibile durante la progettazione e la fabbricazione dei veicoli e delle attrezzature ricreazionali.

Le implicazioni
L’impresa si impegna a ridurre al minimo possibile, considerate anche le evoluzioni tecniche economicamente ragionevoli, l’impatto ambientale dei suoi prodotti sin dalla fase di progettazione, scegliendo processi produttivi adattati.
I collaboratori dell’impresa s’impegnano a integrare le sfide ambientali delle loro attività professionali nelle loro azioni quotidiane.

CODICE DI CONDOTTA IN TERMINI DI LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE

TUTTI INTERESSATI, TUTTI VIGILI

La Direzione Generale di Trigano si impegna da sempre per promuovere e difendere valori di probità professionale in tutti i luoghi nei quali l’impresa esercita la propria attività, lottando al contempo contro ogni forma di corruzione.
Il presente Codice di Condotta si applica all’insieme del personale, ivi compresi i collaboratori occasionali. Ogni collaboratore del Gruppo, quali che siano la sua posizione e le sue responsabilità, deve conoscere questo Codice di Condotta e deve applicarlo e farlo applicare nell’esercizio della sua attività professionale. A tal titolo, il Codice di Condotta è parte integrante del Regolamento Interno delle entità del Gruppo che ne hanno adottato uno e dev’essere comunicato a ogni collaboratore con i mezzi più appropriati.

Definizioni ed esempi
La corruzione è un comportamento con il quale una persona che agisce nell’ambito delle sue funzioni sollecita, propone, richiede o accetta, direttamente o tramite degli intermediari, delle offerte, dei doni, dei regali o delle promesse, nella prospettiva di compiere, ritardare od omettere di compiere un atto facente parte, in modo diretto o indiretto, dell’esercizio delle sue funzioni, al fine di ottenere o conservare un vantaggio commerciale o finanziario, o di influenzare una decisione.
Sono così considerati come fatti di corruzione (rilevanti della corruzione), e quindi vietati e passibili delle sanzioni previste, i seguenti atti:
• tangenti: vantaggi indebiti, di natura pecuniaria, versati in cambio di un favore o un servizio ingiustificato;
• commissioni ingiustificate versate a degli intermediari (senza contropartita o in modo disproporzionato);
• regali di ogni natura (viaggi, divertimenti, inviti, ecc.), offerti o ricevuti, che eccedono gli importi definiti dalla Direzione Generale di Trigano e la cui importanza potrebbe influire sull’indipendenza del rapporto professionale;
• doni versati a partiti politici o enti caritativi;
• pagamenti di agevolazione versati a ogni tipo di amministrazione (pagamenti ufficiosi al fine di facilitare o accelerare delle formalità o delle decisioni);
• mecenatismo, sponsoring, patrocinio o partecipazione a eventi senza alcun rapporto con l’attività dell’impresa e non preliminarmente autorizzati dalla Direzione Generale di Trigano;

• conflitti di interesse tra un dipendente dell’impresa e un terzo con il quale il suddetto dipendente avrebbe un interesse comune, diretto o indiretto, non dichiarato, conosciuto o autorizzato dal datore di lavoro;
• traffico d’influenze illecite: il fatto, per una persona depositaria dell’autorità pubblica, di farsi remunerare per la sua funzione o la sua influenza, reale o supposta, per intervenire su una decisione;
• più generalmente, qualsiasi versamento, gratifica o ricompensa di ogni ordine il cui carattere occulto è inappropriato, proibito o contrario all’interesse generale dell’impresa.

Applicazione
Il presente Codice di Condotta è portato alla conoscenza di tutti i dipendenti dell’impresa.
Formazioni specifiche saranno organizzate in funzione del livello di esposizione al rischio “corruzione” dei collaboratori interessati.
Ogni collaboratore dovrà agire conformemente a questo Codice di Condotta; in caso di dubbio sull’atteggiamento da adottare o sull’interpretazione del Codice, il collaboratore interessato dovrà riferire al proprio responsabile, alla Direzione delle Risorse Umane o alla Direzione Generale di Trigano.
Allo stesso modo, l’impresa dovrà assicurarsi che tutte le entità con le quali la stessa è in rapporto rispettino queste stesse esigenze di condotta, sia prima di entrare in contatto con le stesse, sia periodicamente durante l’esecuzione dei mercati. Le suddette entità terze comprendono clienti, concessionari, fornitori di prodotti o servizi, subappaltanti e, più generalmente, tutti i partner dell’impresa, ivi comprese le amministrazioni pubbliche.
L’impresa ha adottato una procedura che permette ai suoi collaboratori che siano venuti a conoscenza di un fatto di corruzione sospettato o avverato di lanciare un’allerta in modo confidenziale.

Sanzioni
I fatti di corruzione avverati saranno puniti, alla luce della loro gravità e/o della loro frequenza, da sanzioni disciplinari che possono giungere sino alla cessazione del rapporto di lavoro, conformemente al Regolamento Interno o secondo modalità analoghe.
Viene qui ricordato che la corruzione costituisce anche un delitto penale, sanzionato, in quanto tale, davanti ai tribunali competenti.
Revisione

Il presente Codice di Condotta sarà periodicamente rivisto e, ove necessario, modificato.

DISPOSITIVO DI ALLERTA PROFESSIONALE

ALLERTARE

Ogni collaboratore, non appena si trova ad affrontare un problema etico, deve informarne il proprio responsabile diretto o indiretto, oppure il direttore della Business Unit all’interno della quale svolge la propria attività, in modo che gli stessi siano in grado di fornirgli un consiglio appropriato o di prendere la decisione più opportuna, consultando, ove necessario, la Direzione Generale di Trigano.

Trigano mette inoltre a disposizione di ogni suo collaboratore un dispositivo di allerta professionale per segnalare, in modo disinteressato e in buona fede, i fatti di cui è venuto personalmente a conoscenza relativamente a un crimine o un delitto, una violazione grave e manifesta della legge, normativa o di un regolamento, nonché a una minaccia o un danno grave per l’interesse generale, in particolar modo per quanto concerne i seguenti fatti:
– corruzione e traffico d’influenze illecite (in particolar modo, qualsiasi comportamento o situazione contrario alle regole enunciate nel Codice di Condotta anticorruzione o nella Carta Etica);
– irregolarità contabili;
– irregolarità borsistiche (insider trading);
– rischi relativi a gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della salute e sicurezza delle persone, nonché dell’ambiente, risultanti dalle attività dell’impresa o da quelle dei suoi subappaltanti o fornitori.
Il ricorso a questo dispositivo di allerta professionale è possibile per:
– qualsiasi collaboratore di Trigano e delle sue filiali ed è loro riservato per segnalare l’esistenza di atteggiamenti o situazioni contrari al Codice di Condotta anticorruzione;
– nonché per qualsiasi collaboratore esterno od occasionale (personale interinale, stagista, dipendente e collaboratore dei subappaltanti o prestatari).
Il dispositivo di allerta dev’essere utilizzato nel rispetto delle leggi e normative applicabili. Il fatto, per un dipendente, di astenersi dal ricorrere a questo dispositivo di allerta non è considerata una colpa grave. Nessuna sanzione potrà essere presa nei confronti di un collaboratore che ha segnalato, in buona fede e in modo disinteressato, una violazione dei valori di Trigano enunciati, in particolar modo, nel Codice di Condotta anticorruzione, nella Carta Etica, nei Regolamenti Interni o in ogni altro documento equivalente. L’utilizzo conforme del dispositivo, anche se i fatti denunciati dovessero in seguito rivelarsi inesatti, non darà luogo ad alcuna sanzione né misura discriminatoria, di qualsiasi natura, nei confronti dell’autore dell’allerta.

Per contro, l’utilizzo abusivo del dispositivo esporrà l’autore dell’allerta a delle sanzioni disciplinari e, eventualmente, a procedimenti giudiziari (sanzioni penali previste dall’articolo 226-10 del Codice Penale francese in caso di calunnia e dall’articolo R. 625-8 dello stesso Codice in caso di diffamazione).

IL DESTINATARIO DELL’ALLERTA PROFESSIONALE
I dati e le informazioni sono trasmessi al Referente Etico di Trigano, il quale deve rispettare un obbligo di riservatezza rinforzato:
Sig.ra Francine GUILLONNEAU e-mail: alerte-ethique-trigano@mailfence.com
Indirizzo: 100, rue Petit – 75019 Parigi (Francia) Telefono: +33 (0)1 44 52 16 32

I DIRITTI DELLE PERSONE OGGETTO DELL’ALLERTA
Qualsiasi persona oggetto di un’allerta è informata dal Referente Etico sin dalla registrazione, sotto qualsiasi forma, dei dati e informazioni che la riguardano. La persona può allora accedere a tali dati e informazioni e chiederne la rettifica o la cancellazione nel caso in cui siano inesatti od obsoleti.
L’informazione della persona oggetto di un’allerta avviene, ove necessario, dopo l’adozione delle misure cautelari necessarie per prevenire la distruzione delle prove relative all’allerta.
Le informazioni seguenti saranno comunicate a ogni persona oggetto di un’allerta:
– una copia delle regole applicabili alle procedure di allerta e delle disposizioni legali relative al dispositivo di allerta enunciate nella Guida alla Raccolta delle Segnalazioni e al Trattamento delle Allerte;
– i fatti che le sono imputati;
– la lista dei destinatari dell’allerta;
– le modalità di esercizio dei suoi diritti di accesso e rettifica delle informazioni in oggetto.
La persona oggetto di un’allerta non potrà ottenere la comunicazione dell’identità dell’autore di tale allerta, il quale deve sempre avere la garanzia del rispetto di una rigorosa riservatezza della sua identità.

GUIDA ALLA RACCOLTA DELLE SEGNALAZIONI E AL TRATTAMENTO DELLE ALLERTE

1. CONDIZIONI DI AMMISSIBILITÀ DELLE ALLERTE
Ogni allerta dev’essere eseguita in modo disinteressato e in buona fede.
L’autore dell’allerta dev’essere personalmente a conoscenza dei fatti o degli atti da lui rivelati o segnalati nell’ambito dell’allerta.

2. DESTINATARIO DELL’ALLERTA
Il destinatario dell’allerta è il Referente Etico del Gruppo:
Sig.ra Francine GUILLONNEAU e-mail: alerte-ethique-trigano@mailfence.com
Indirizzo: 100, rue Petit – 75019 Parigi (Francia) Telefono: +33 (0)1 44 52 16 32

3. MODALITÀ DI RICORSO AL DISPOSITIVO DI ALLERTA * Forma
La segnalazione dev’essere inviata via posta o via e-mail protetta (alerte-ethique-trigano@mailfence.com) al Referente Etico del Gruppo.
Nel caso in cui la segnalazione sia stata eseguita via telefono o durante un colloquio privato con il Referente Etico, la stessa dovrà successivamente essere confermata in forma scritta.
Ogni segnalazione dovrà rispettare le seguenti prescrizioni:
* Oggetto: la lettera o l’e-mail deve chiaramente indicare nel suo oggetto che si stratta della segnalazione di un’allerta.
* Identità dell’autore dell’allerta:
la lettera o l’e-mail di segnalazione di un’allerta deve comprendere i dati del suo autore, al fine di permetterne l’identificazione e di comunicare con il Referente Etico (nome, cognome, datore di lavoro, funzioni, indirizzo personale, indirizzo e-mail, numero di telefono, ecc.).

4. CONTENUTO DELL’ALLERTA
L’autore dell’allerta deve esporre i fatti e le informazioni in modo preciso e obiettivo.

Saranno presi in considerazione solamente gli elementi in rapporto diretto con i settori di applicazione del dispositivo di allerta e rigorosamente necessari per le operazioni di verifica. I dati non corrispondenti a tali criteri saranno immediatamente distrutti.
Quando una segnalazione riguarda una o più persone fisiche, al fine di garantire la riservatezza sulla loro identità, l’autore dell’allerta dovrà inviare la sua segnalazione esclusivamente mediante e-mail protetta e dovrà inoltre astenersi, al di fuori dell’ambito del trattamento della sua allerta, di fare menzione della sua segnalazione, del suo contenuto e delle persone alle quali sono imputati i fatti segnalati.

5. PROVE – DOCUMENTAZIONE
Nel caso in cui disponga di elementi d’informazione che permettano di documentare la sua segnalazione (documenti e/o dati, sotto qualsiasi forma e su qualsiasi supporto), l’autore dell’allerta dovrà comunicarli al Referente Etico.
Questi elementi possono essere solamente menzionati al momento dell’allerta iniziale e consegnati poi ulteriormente al Referente Etico.
Tutti i dati così comunicati che non rientrino nell’ambito dell’allerta saranno distrutti o archiviati dopo essere stati anonimizzati dal Referente Etico, salvo nel caso in cui l’interesse vitale dell’impresa e/o l’integrità fisica o morale dei suoi collaboratori fossero in gioco.
Viene qui ricordato che i fatti, informazioni o documenti, sotto qualsiasi forma e su qualsiasi supporto, coperti dal segreto militare, dal segreto medico o dal segreto del rapporto, sono esclusi dal presente dispositivo di allerta. È tuttavia possibile violare questi segreti protetti dalle leggi in vigore quando la loro divulgazione si rivela necessaria e proporzionata alla salvaguardia degli interessi in causa, a condizione che la divulgazione sia eseguita nel rispetto delle procedure di segnalazione previste dalla legge e che la persona che li divulga soddisfi i criteri di definizione legale applicabili al cosidetto “autore dell’allerta”.

6. RICEVUTA DI RITORNO
Il Referente Etico informa l’autore dell’allerta, mediante lettera raccomandata A/R o e-mail protetta:
– dell’avvenuta ricezione della sua segnalazione;
– degli elementi complementari da fornire per poter procedere al trattamento dell’allerta;
– dei tempi ragionevoli e prevedibili di trattamento dell’allerta;
– delle modalità secondo le quali sarà informato del seguito che sarà dato alla sua segnalazione (posta o e-mail protetta);
– del fatto che i presupposti per l’esame dell’allerta nel merito non sono presenti.

7. GARANZIA DI RISERVATEZZA
Il Referente Etico deve rispettare un dovere di riservatezza rinforzato.
Le segnalazioni sono raccolte e trattate in modo da garantire una massima riservatezza:
– dell’identità dell’autore dell’allerta, la quale non può essere mai divulgata, salvo alle autorità giudiziarie, senza il suo assenso;
– dell’identità delle persone oggetto dell’allerta, la quale non può essere mai divulgata, salvo alle autorità giudiziarie, prima di aver stabilito il carattere fondato dell’allerta;
– delle informazioni raccolte nell’ambito della segnalazione.
Tutte le misure utili saranno adottate dal Referente Etico per preservare la sicurezza e la riservatezza dei dati in occasione della raccolta, del trattamento e della conservazione dell’allerta. L’accesso a questi dati sarà possibile solo grazie a un login e una password individuali, periodicamente modificati, o con ogni altro mezzo d’identificazione sicuro. Tutti gli accessi ai dati sono registrati e la loro regolarità è periodicamente verificata.
Le allerte sono trasmesse secondo la seguente procedura:
* le allerte via e-mail sono inviate, via un sistema di trasmissione protetto, a una casella di posta elettronica alla quale solamente il Referente Etico può accedere;
* la ricevuta di ritorno della segnalazione è inviata mediante lettera raccomandata A/R o e-mail protetta;
* durante il trattamento dell’allerta, il Referente Etico si asterrà dal fornire qualsiasi informazione che potrebbe permettere l’identificazione dell’autore dell’allerta e/o della o delle persone oggetto dell’allerta, nonché dal menzionare il nome della o delle persone oggetto dell’allerta, eccezione fatta, ove necessario:
(a) dell’informazione comunicata al responsabile gerarchico diretto o indiretto nel caso in cui ciò si riveli necessario per le esigenze dell’inchiesta interna e unicamente nel rispetto delle disposizioni legali in vigore; in tal caso, il responsabile gerarchico destinatario dell’informazione è tenuto, a sua volta, al rispetto di una massima riservatezza e deve sottostare agli stessi obblighi applicabili al Referente Etico.
(b) dell’informazione comunicata alle autorità giudiziarie competenti.

8. DIRITTI DELLE PERSONE OGGETTO DI UN’ALLERTA
Il Referente Etico informa qualsiasi persona oggetto di un’allerta sin dalla registrazione, sotto qualsiasi forma, dei dati che la riguardano, ma non prima di aver adottato tutte le misure cautelari necessarie per prevenire l’eventuale distruzione di prove legate all’allerta.

La persona oggetto dell’allerta può accedere ai dati registrati e chiedere al Referente Etico la loro rettifica o cancellazione nel caso in cui gli stessi siano inesatti, equivoci od obsoleti.
Il Referente Etico comunica a tutte le persone chiamate in causa da un’allerta i fatti che sono loro imputati e invia loro, previa esplicita richiesta, una copia:
(i) delle regole di funzionamento del dispositivo di allerta;
(ii) delle disposizioni legali applicabili al dispositivo di allerta.
La persona oggetto di un’allerta non può in alcun caso ottenere la comunicazione dell’identità dell’autore della segnalazione.

9. TRATTAMENTO DELL’ALLERTA
Il Referente Etico verifica, in primo luogo, che l’autore dell’allerta abbia correttamente agito nell’ambito della procedura prevista dal dispositivo di allerta e conformemente alle disposizioni legali applicabili. Se così non fosse, ne informerà immediatamente l’autore dell’allerta.
Può inoltre chiedere all’autore dell’allerta l’invio di elementi complementari prima di procedere all’esame della sua segnalazione nel merito.
Durante il trattamento dell’allerta, e finché l’inchiesta interna non sarà conclusa, le formulazioni utilizzate dovranno sottolineare il carattere presunto dei fatti segnalati.
Il Referente Etico condurrà le investigazioni che riterrà necessarie per la verifica del carattere fondato o infondato dell’allerta, implicandovi eventualmente i responsabili gerarchici (a condizione che gli stessi non siano oggetto dell’allerta) e qualsiasi altro collaboratore il quale intervento potrebbe essere necessario all’inchiesta, come sempre nel rigoroso rispetto dei suoi obblighi di riservatezza.
Se lo ritiene necessario, il Referente Etico potrà anche incaricare un soggetto esterno, il quale dovrà allora rispettare un obbligo di massima riservatezza.
Il Referente Etico dovrà informare l’autore dell’allerta dei progressi nel trattamento della sua segnalazione e dovrà comunicargli ogni eventuale ritardo rispetto ai tempi inizialmente previsti.
Durante tutta la procedura, il trattamento dell’allerta sarà realizzato nel rispetto del principio del contradditorio e del diritto del lavoro.
L’allerta non può dar luogo ad nessuna retribuzione né gratifica di qualsiasi tipo e natura: è rigorosamente disinteressata.

10. CHIUSURA DELLA PROCEDURA DI TRATTAMENTO DELL’ALLERTA
Alla fine dell’istruzione dell’allerta, sarà deciso del seguito da dare alle infrazioni eventualmente constatate, in funzione della loro natura e gravità (sanzioni disciplinari, ricorso alle autorità amministrative o giudiziarie).
L’autore dell’allerta è informato del seguito dato alla sua segnalazione mediante lettera o e-mail protetta.
L’autore della segnalazione e le persone oggetto dell’allerta sono informati della chiusura delle operazioni di trattamento dell’allerta.
Nel caso in cui nessun seguito disciplinare o giudiziario sia stato dato all’allerta, gli elementi presenti nella pratica di segnalazione che permettano l’identificazione dell’autore dell’allerta e/o della o delle persone chiamate in causa saranno distrutti o archiviati, dopo essere stati resi anonimi, nel più breve tempo possibile (due mesi a partire dalla data di chiusura delle operazioni di verifica).

11. DIFFUSIONE
Il dispositivo di allerta e la sua guida di applicazione costituiscono un allegato al Codice di Condotta anticorruzione e alla Carta Etica di Trigano. Sono comunicati all’insieme dei collaboratori di Trigano tramite i mezzi più adeguati (consegna brevi manu, via posta o e-mail, pubblicazione sui siti Intranet del Gruppo, affissione sui pannelli aziendali riservati a tale effetto).
Questa procedura dev’essere accessibile a tutti i collaboratori dell’impresa, nonché ai suoi collaboratori esterni e occasionali.

DISPOSIZIONI LEGALI E REGOLAMENTARI RELATIVE ALLA PROTEZIONE DEI SEGNALANTI
Legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016, relativa alla trasparenza, alla lotta contro la corruzione e alla modernizzazione della vita economica
Capitolo II: La protezione dei segnalanti

Articolo 6
Un segnalante è una persona fisica che rivela o segnala, in modo disinteressato e in buona fede, un crimine o un delitto, una violazione grave e manifesta di un impegno internazionale regolarmente ratificato o approvato dalla Francia o di un atto unilaterale adottato da un’organizzazione internazionale sulla base del suddetto impegno, delle leggi o normative in vigore, oppure una minaccia o un pregiudizio grave per l’interesse generale, di cui lui stesso è venuto personalmente a conoscenza.
I fatti, informazioni e documenti, sotto qualsiasi forma e su qualsiasi supporto, coperti dal segreto militare, dal segreto medico o dal segreto legale sono esclusi dal regime di allerta definito dal presente capitolo.

Articolo 7
Il capitolo II del titolo II del libro primo del Codice Penale francese è completato dall’articolo 122-9, così redatto:
“Art. 122.9. Non è penalmente responsabile la persona che viola un segreto protetto dalla legge quando tale divulgazione è necessaria e proporzionata alla salvaguardia degli interessi in causa, quando la stessa interviene nel rispetto delle procedure di segnalazione definite dalla legge e quando l’autore della segnalazione soddisfa i criteri di definizione del segnalante previsti dall’articolo 6 della legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016, relativa alla trasparenza, alla lotta contro la corruzione e alla modernizzazione della vita economica.”

Articolo 8
I. – La segnalazione di un’allerta è comunicata al responsabile gerarchico, diretto o indiretto, dell’autore della segnalazione, al suo datore di lavoro o ad un referente da esso designato. In assenza di azioni da parte della persona destinataria dell’allerta menzionata dal primo comma del presente punto I, al fine di verificare, in tempi ragionevoli, l’ammissibilità della segnalazione, quest’ultima è allora inoltrata all’autorità giudiziaria, all’autorità amministrativa o all’ordine professionale competente. In estremo subordine, in mancanza di trattamento da parte di uno degli organismi menzionati dal secondo comma del presente punto I entro un tempo massimo di tre mesi, la segnalazione può essere resa pubblica.
II. – In caso di pericolo grave e imminente o in presenza di un rischio di danni irreversibili, la segnalazione può essere direttamente inoltrata agli organismi menzionati dal secondo comma del punto I e può, ove necessario, essere resa pubblica.
III. – Procedure appropriate di raccolta delle segnalazioni emananti dai propri dipendenti o da collaboratori esterni e occasionali sono definite dalle persone morali di diritto pubblico o privato con almeno 50 dipendenti, dalle amministrazioni statali, dai comuni di più di 10 000 abitanti nonché dagli stabilimenti pubblici di cooperazione intercomunale a fiscalità propria dei quali sono membri, dai dipartimenti e dalle regioni, nel rispetto delle condizioni fissate per decreto dal Consiglio di Stato francese.
IV. – Ogni persona può inviare la propria segnalazione al Difensore dei Diritti, al fine di essere orientata verso l’organismo di raccolta dell’allerta più appropriato.

Articolo 9
I. – Le procedure adottate per raccogliere le segnalazioni, alle condizioni menzionate dall’articolo 8, garantiscono una rigorosa riservatezza per quanto concerne l’identità dell’autore della segnalazione, delle persone oggetto della stessa e delle informazioni raccolte dall’insieme dei destinatari dell’allerta. Gli

elementi che permettono l’identificazione del segnalante non possono mai essere divulgati, salvo all’autorità giudiziaria, senza il consenso dello stesso. Gli elementi che permettono l’identificazione delle persone oggetto della segnalazione non possono mai essere divulgati, salvo all’autorità giudiziaria, senza aver prima stabilito il carattere fondato dell’allerta.
II. – Il fatto di divulgare gli elementi confidenziali definiti dal precedente punto I è punito con due anni di carcere e 30 000 € di multa.

Articolo 10
I. – L’articolo L. 1132-3-3 del Codice francese del Lavoro è così modificato:
1° Dopo il primo comma, viene inserito un comma così redatto: “Nessun dipendente può essere sanzionato, licenziato o essere oggetto di una misura discriminatoria, diretta o indiretta, particolarmente in termini di retribuzione, ai sensi dell’articolo L. 3221-3 del Codice francese del Lavoro, né nessuna persona può essere esclusa da una procedura di assunzione, dall’accesso a uno stage o da un periodo di formazione professionale, da misure di interessenza o di distribuzione di azioni, da formazioni, ricollocamento, attribuzioni di funzioni, qualifica, classificazione, promozione professionale, mutazione o rinnovo del contratto di lavoro, per aver segnalato un’allerta nel rispetto degli articoli da 6 a 8 della legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016, relativa alla trasparenza, alla lotta contro la corruzione e alla modernizzazione della vita economica”.
2° La prima frase del secondo comma viene così redatta: “In caso di controversia relativa all’applicazione del primo e secondo comma, qualora la persona presenti elementi fattuali che permettano di presumere che la stessa abbia comunicato o segnalato in buona fede fatti costitutivi di un delitto o di un crimine o che la stessa abbia segnalato un’allerta nel rispetto degli articoli da 6 a 8 della legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016 succitata, incombe alla parte convenuta, sulla base di tali elementi, provare che la sua decisione è giustificata da elementi oggettivi che nulla hanno a che fare con la suddetta dichiarazione o segnalazione inoltrata della persona interessata”.
II. – L’articolo 6 ter A della legge francese n° 83-634 del 13 luglio 1983, relativo ai diritti e agli obblighi degli impiegati statali, viene così modificato:
1° Dopo il primo comma, viene inserito un comma così redatto: “Nessun funzionario può essere sanzionato o essere oggetto di misure discriminatorie, dirette o indirette, per aver segnalato un’allerta nel rispetto degli articoli da 6 a 8 della legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016, relativa alla trasparenza, alla lotta contro la corruzione e alla modernizzazione della vita economica”.
2° La prima frase del penultimo comma è così modificata:
a) La parola “tre” è sostituita dalla parola “quattro”;
b) Le parole “o di una situazione di conflitto d’interessi” sono sostituite dalle parole “, di una situazione di conflitto d’interessi o di una segnalazione costitutiva di un’allerta ai sensi dell’articolo 6 della legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016 precedentemente citata”.
3° L’ultimo comma viene così redatto: “Il funzionario che rivela o segnala in malafede fatti relativi a una situazione di conflitto d’interessi od ogni altro fatto potenzialmente passibile di sanzioni disciplinari, con l’intenzione di nuocere o con la conoscenza, almeno parziale, dell’inesattezza dei fatti resi pubblici o diffusi, è punito con le pene previste dal primo comma dell’articolo 226-10 del Codice Penale francese”.

Articolo 11
Dopo l’articolo L. 911-1 del Codice francese della Giustizia amministrativa, viene inserito un articolo L. 911¬1-1 così redatto:
“Art. L. 911-1-1. Qualora sia fatta applicazione dell’articolo L. 911-1, la giurisdizione può prescrivere di reintegrare ogni persona che sia stata oggetto di un licenziamento, di un mancato rinnovo del suo contratto di lavoro o di una revoca contraria al secondo comma dell’articolo L. 4122-4 del Codice francese della difesa, del secondo comma dell’articolo L. 1132-3-3 del Codice francese del Lavoro o del secondo comma dell’articolo 6 ter A della legge francese n° 83-634 del 13 luglio 1983, relativa ai diritti e agli obblighi dei funzionari, ivi compreso nel caso in cui la suddetta persona sia legata da un rapporto professionale a durata determinata con la persona morale di diritto pubblico o l’ente di diritto privato incaricato della gestione di un servizio pubblico.”

Articolo 12

articolo 6, il dipendente interessato può rivolgersi al tribunale del lavoro, nel rispetto delle condizioni previste dal capitolo V del titolo V del libro IV della prima parte del Codice francese del Lavoro.

Articolo 13
I. – Ogni persona che abbia ostacolato, in qualsiasi modo, la trasmissione di una segnalazione alle persone e agli enti menzionati dai due primi commi del punto I del precedente articolo 8 è punita con un anno di carcere e 15 000 € di multa.
II. – Nel caso in cui il giudice istruttore o la camera istruttoria siano aditi di una denuncia per diffamazione contro un segnalante, l’ammontare della multa civile che può essere pronunciata alle condizioni previste dagli articoli 177-2 e 212-2 del Codice francese di Procedura Penale è portato a 30 000 €.

Articolo 14
[Disposizioni dichiarate non conformi alla Costituzione francese dalla decisione del Consiglio Costituzionale n° 2016-741 DC dell’8 dicembre 2016.]

Articolo 15
I. – Dopo il primo comma dell’articolo L. 4122-4 del Codice francese della Difesa, viene inserito un comma così redatto: “Nessun militare può essere sanzionato o essere oggetto di misure discriminatorie, dirette o indirette, per aver segnalato un’allerta nel rispetto degli articoli 6 e 7 e del punto I dell’articolo 8 della legge francese n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016, relativa alla trasparenza, alla lotta contro la corruzione e alla modernizzazione della vita economica”.
II. – Gli articoli L. 1351-1 e L. 5312-4-2 del Codice francese della Salute Pubblica sono abrogati.
III. – Gli articoli L. 1161-1 e L. 4133-5 del Codice francese del Lavoro sono abrogati.
IV. – L’articolo primo, i punti 3° e 4° dell’articolo 2 e l’articolo 12 della legge francese n° 2013-316 del 16 aprile 2013, relativa all’indipendenza della perizia in termini di salute e ambiente e alla protezione dei segnalanti, sono abrogati.
V. – L’articolo 25 della legge francese n° 2013-907 dell’11 ottobre 2013, relativa alla trasparenza della vita pubblica, è abrogato.
VI. – [Disposizioni dichiarate non conformi alla Costituzione francese dalla decisione del Consiglio Costituzionale n° 2016-741 DC dell’8 dicembre 2016.]
Capitolo III: Altre misure di lotta contro la corruzione e infrazioni varie alla probità

Articolo 17
[..]
II. – Le persone menzionate al punto I adottano le misure e procedure seguenti:
[..]
2° Un dispositivo di allerta interna destinato a permettere la raccolta delle segnalazioni emananti dai propri dipendenti e relative all’esistenza di atteggiamenti o situazioni contrari al codice di condotta dell’azienda; [..]
Decreto francese n° 2017-564 del 19 aprile 2017, relativo alle procedure di raccolta delle segnalazioni emesse dai segnalanti in seno alle persone morali di diritto privato

I. – Le persone morali di diritto pubblico diverse dallo Stato francese o le persone morali di diritto privato con almeno cinquanta agenti o dipendenti, […] definiscono le procedure di raccolta delle segnalazioni previste dal punto III dell’articolo 8 della legge francese del 9 dicembre 2016, precedentemente citata, conformemente alle regole applicabili allo strumento giuridico da esse adottato. […]

Articolo 2
Gli enti menzionati dall’articolo 1 possono prevedere che le procedure di raccolta delle segnalazioni siano comuni a vari enti.
Per gli enti diversi da quelli menzionati dal punto II dell’articolo 1, una procedura comune a vari enti è definita dopo decisione concordante degli organi competenti. […]

Articolo 3
I. – Per le persone morali di diritto privato e le persone morali di diritto pubblico che assumono i loro dipendenti alle stesse condizioni del diritto privato, la soglia di cinquanta dipendenti prevista dal punto III dell’articolo 8 della legge francese del 9 dicembre, precedentemente citata, è determinata sulla base delle modalità previste dagli articoli L. 1111-2 e L. 1111-3 e dal primo comma dell’articolo L. 2322-2 del Codice francese del Lavoro. […]

Articolo 4
I. – Il referente menzionato dal primo comma del punto I dell’articolo 8 della legge francese del 9 dicembre 2016, precedentemente citata, è designato dalle autorità competenti per l’ente menzionato dall’articolo 1 del presente decreto. Tale referente può anche essere una persona esterna all’ente suddetto. Il referente dispone, per la sua posizione, delle competenze, dell’autorità e dei mezzi sufficienti per l’esercizio delle sue missioni. Il referente può essere una persona fisica o, quale che sia la sua denominazione, un’entità di diritto pubblico o privato, dotata o meno della qualità giuridica di persona morale. Il referente e tutte le persone implicate nella segnalazione hanno il dovere di rispettare gli obblighi legali previsti dall’articolo 9 della legge francese del 9 dicembre 2016, precedentemente citata.
II. – La procedura di raccolta delle segnalazioni precisa l’identità del referente che riceverà le allerte. […]

Articolo 5
I. – La procedura di raccolta delle segnalazioni precisa le modalità secondo le quali l’autore della segnalazione:
1° Invia la propria segnalazione al suo responsabile gerarchico, diretto o indiretto, al suo datore di lavoro o al referente menzionato dall’articolo 4 del presente decreto;
2° Fornisce i fatti, le informazioni e/o i documenti, sotto qualsiasi forma e su qualsiasi supporto, utili per supportare la propria segnalazione, nel caso in cui disponga di tali elementi;
3° Fornisce, se del caso, gli elementi che permettono al destinatario della segnalazione di contattarlo.
II. – La procedura dettaglia inoltre le disposizioni adottate dall’ente per:
1° Informare immediatamente l’autore della segnalazione della ricezione della sua allerta, nonché dei tempi, ragionevoli e prevedibili, necessari per l’esame della sua ammissibilità e delle modalità alle quali sarà informato del seguito dato alla sua segnalazione;
2° Garantire la rigorosa riservatezza dell’autore della segnalazione, nonché dei fatti e delle persone oggetto della stessa, ivi compreso in caso di comunicazione a terzi dal momento in cui tale comunicazione si riveli necessaria per le sole esigenze di verifica e/o trattamento della segnalazione;
3° Distruggere gli elementi della pratica di segnalazione che potrebbero permettere l’identificazione dell’autore dell’allerta e quella delle persone oggetto della stessa nel caso in cui nessun seguito venga dato alla segnalazione, nonché i tempi necessari per tale distruzione, i quali non potranno oltrepassare due mesi a partire dalla data di chiusura dell’insieme delle operazioni di ammissibilità o verifica. L’autore della segnalazione e le persone oggetto della stessa saranno informate di tale chiusura delle operazioni.
III. – La procedura menziona l’esistenza di un trattamento automatizzato delle segnalazioni adottato dopo apposita autorizzazione della Commissione Nazionale francese dell’Informatica e delle Libertà (CNIL).

Articolo 6
L’ente procede alla diffusione della procedura di raccolta delle segnalazioni da lui definita mediante i mezzi più appropriati, come, per esempio, notifica, affissione o pubblicazione, eventualmente sul proprio sito Internet, in condizioni tali da permetterne l’accessibilità a tutti i suoi dipendenti o agenti, nonché a tutti i suoi collaboratori esterni od occasionali. Tale diffusione può anche essere realizzata per via elettronica.